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GIORNATA MONDIALE DEL TEATRO

27 MARZO

Il Teatro delle Molliche festeggerà, come gli anni precedenti,  la GIORNATA MONDIALE DEL TEATRO, che sarà celebrata mercoledì 27 Marzo 2013.

Dalle ore 18,30 in poi il teatro sarà di tutti e aperto a tutti e si potrà accedere in qualsiasi momento, liberamente e gratuitamente, per condividere con gli altri questa giornata. Gli spazi teatrali potranno essere utilizzati da chiunque lo voglia, in maniera libera e spontanea, per qualsiasi tipo di performance dalla lettura di una pagina di un libro, alla declamazione di una poesia, dalla recita recita di un monologo di una scena, alla danza, a una esibizione musicale, e altro o anche partecipando da spettatori.

In seguito dalle ore 21,30 si festeggerà tutti insieme con un buffet fatto da ciò che ognuno vorrà o potrà preparare e condividere.

Siete tutti invitati presso il Teatro delle Molliche in via Ruvo 32, Corato (Ba).

 

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resistenze0128° CONFRONTO POST-SPETTACOLO 

con Marco Bianchini 
su “Anamnesi – Narrazioni paramediche” di Marco Bianchini
presentato da “Teatro della caduta” di Torino
interpretato e diretto da Marco Bianchini

 

“Lo spettatore assiste alla terribile battaglia con il pericolosissimo diplococco gram-negativo, alla genesi di tutte le malattie, alle avventure tragicomiche di un artista maledetto e di un ricoverato in terapia intensiva. Il registro del racconto cambia continuamente, passando dal drammatico al farsesco e dal parodistico al tragico. Uno spettacolo che diventa il pretesto per un discorso più ampio che indaga il rapporto dell’uomo con le malattie, il concetto di “guarigione”, i cambiamenti che le malattie provocano nella vita delle persone e il rapporto paziente-personale ospedaliero.” ( Dalla presentazione dell’autore)

Marco: faccio una domanda per prima io, a me stesso (magari una cosa che vi chiedevate voi): ma è vero che ti è successa questa cosa qua? Sì è vero. Altrimenti non avrei fatto uno spettacolo che parla della meningite. Se non fosse successa a me,  non mi sembrava il caso. Quindi è perfettamente autobiografico. E la seconda domanda che potrei farmi è (se lo sapevo prima che mi sarei fatto le domande da me, me le preparavo): la signora che interviene a un certo punto, anche lei esiste veramente? Sì, anche lei esiste veramente, ha anche nome e cognome, vi dirò solo il nome: si chiama Lea ed è una signora di Torino. (Imitando ironicamente la voce del personaggio) quella che parla così, ecco è una signora che esiste. Parla così ed è esattamente uguale così.

Marilena: complimenti innanzi tutto, e poi una domanda personale: in che modo questa esperienza ha cambiato la tua vita? Nelle ultime battute hai detto “ho cominciato ad apprezzare ogni singolo alito di vento, ogni singola cosa, la natura, quello che mi circonda”; volevo sapere a livello emotivo il tuo rapporto con la malattia. Mi è piaciuto molto questo tuo ironizzare, qualcosa che poi in realtà era abbastanza serio, cioè, non c’era nulla per cui sorridere, però sei riuscito ad affrontare comunque un argomento come la malattia. È un po’ lo spauracchio di tutti: la nostra paura più grande è quella di andare incontro a delle malattie, e soprattutto non saperlo, perché tu non lo sapevi finché non è scoppiato del tutto questo virus.

Marco: cosa è cambiato? La mia vita è divisa proprio in due parti: prima della meningite e dopo la meningite. Come è cambiata non te lo so dire molto bene perché… Allora, la meningite ti fa questa cosa: ti azzera proprio il cervello in un certo modo, per cui i ricordi di prima ci sono, non è che non ci sono, un po’ sono spariti, però non ho coscienza delle cose che mi sono dimenticato. È proprio come quando riformatti il computer: il computer è sempre lui, però delle cose non ci sono più, sono cambiate. Non so se è meglio prima o è meglio dopo. In realtà la chiave dello spettacolo è nelle ultime due frasi, che sono questo riferimento al paradiso perduto, fa capire che, insomma, non sono così contento di aver avuto la meningite: perché avrei dovuto essere contento? Non si può essere contenti di aver avuto una roba così! Preferivo non avercela, ma veramente avrei preferito.

Marilena: come hai reagito quando ti sei reso conto che parte dei tuoi ricordi, parte del tuo vissuto non era più tuo o meglio non lo ricordavi più?

Marco: uno va avanti, non puoi fare niente, cioè sei qua e vai avanti.

Marilena: hai poi voluto saperlo da altri, quello che avevi dimenticato, ti è stato riraccontato da altri?

Marco: alcune cose sì.

Marilena: è brutto? Io sono anche nostalgica, però perdere parte del vissuto è brutto.

Marco: siccome c’è questo baratro tra il prima e il dopo, io al prima non ci sono neanche tanto legato. C’è proprio tanta distanza tra il prima e il dopo, non che sia tanto legato al dopo, però…

Marilina: come se fossi rinato…

Marco: (esitando) si…non lo so…un po’ sì, perché devi ricominciare a imparare a fare un po’ tutta una serie di cose. Cinque giorni di coma non sono niente, però la gente che rimane in coma tanto tanto tanto tempo se ne va a riprendersi. Voi pensate quando dormite 10 ore di fila, uno si sveglia che ha un balordone, un po’ più di là che di qua. Pensa che 24 ore per 5 sono stato proprio da un’altra parte e questa cosa me la porto dietro, continuo a portarmela dietro e non me la tiro mai più, quindi un pezzo di me è rimasto di là, non so cosa fosse questo pezzo, ma è rimasto di là. Speriamo sia un pezzo brutto!

Marilena: l’anno scorso sei stato qui con la “Ballata di Van Gogh” quest’anno invece hai portato “Anamnesi paramediche” e mi chiedevo: non sei riuscito a portare in scena questo spettacolo prima di adesso, perché hai dovuto rielaborare questa malattia, oppure è stata una scelta puramente casuale quella di non anticipare…

Marco: questo spettacolo in realtà l’ho scritto prima di “Van Gogh”. Questo spettacolo l’ho scritto nel 2007,“Van Gogh” l’ho scritto invece nel 2011. C’è stato bisogno di prendere un po’ di tempo, un anno e mezzo, prima di prendere distacco dall’argomento.

Michelangelo: il fatto che il cervello sembra si sia quasi resettato non ha influito minimamente sulla sua professione?

Marco: sulle mie capacità attoriali? Sono diventato più bravo. Non lo so se c’entra, forse un po’ più intelligente di com’ero prima, me lo dice gente che mi conosceva da prima da dopo.

Luciano: perché, questo episodio della salute della tua vita, decidi di farne un dramma? cioè di portarlo in scena? Ti intriga l’aspetto della sanità, di tutto quello che avviene nella sanità, oppure la tua esperienza portata in scena? L’argomento della salute (ecco è una sotto-domanda) è stimolante dal punto di vista teatrale?

Marco: è stimolante quando lo vivi in prima persona, credo, perché io non avrei mai potuto fare uno spettacolo su una persona malata, su questo argomento, se non l’avessi vissuto io in prima persona. Può essere un limite mio, però non ce la potrei mai fare. Quindi io lo trovo stimolante perché è capitato a me, perché ho fatto uno spettacolo su questo, perché non potevo non farlo essendo quello che faccio nella vita, fare spettacoli. Di base dovrebbe essere questo. Nel momento proprio in cui mi è capitata questa cosa o trovavo un modo per portarla in scena, oppure mi fermavo e non facevo neanche più teatro.

Marilù: la connessione logica tra Adamo ed Eva, mi sai dire qualche parola in più al riguardo?

Marco: ho detto “partiamo dall’inizio”, e questa qua è venuta proprio da un’improvvisazione che mi sono fatto io per i fatti miei. Io, i miei spettacoli me li provo in casa. Li scrivo, provo le scene, così, tra il divano e il tavolo della cucina e ho l’argomento in testa e: “ potrei metterci degli intermezzi di…, insomma, di storia della medicina, così….”. Adamo ed Eva gli ho scelti perché: prima di loro potevo partire? No parto da lì, la Genesi.

Marilù: sei partito proprio dal principio.

Marco: son partito da lì: è venuta così, in improvvisazione.

Alessandro: penso che il rapporto che si è creato tra la tua storia personale e la storia di Adamo ed Eva sia rimasto un po’ ambiguo, carente nelle connessioni. Prendere la storia di Adamo ed Eva significa inevitabilmente suggerire delle chiavi di lettura o di interpretazione, soprattutto se si mette accanto una storia in modo parallelo. Secondo me ci sono quindi tra la storia di Adamo ed Eva e la storia personale, delle connessioni che mancano, che non sono ben chiare, sono a volte degli echi o, non lo so, degli inviti, però non penso sia ben saldo il rapporto tra di loro, a livello metaforico, a livello allegorico. A parte questo, trovo che lo spettacolo sia scritto bene. Penso che rispetto a quello dell’anno scorso sia una scrittura più matura. Molto più interessante questo che parla di te stesso, della tua vita, rispetto a quello dell’anno scorso. Io non sapevo che tu l’avessi scritto prima. Pensavo di aver visto un miglioramento rispetto all’anno scorso, non che quello dell’anno scorso sia stato… non voglio dire brutto, ma questo è sicuramente migliore, per me, perché: più interessante, più coinvolgente, più pieno di stimoli, suggestioni.

Marco: la cosa di Adamo che non ci sono connessioni: è vero; non è approfondito questo tema di Adamo ed Eva, ma non volevo approfondire, fare il paragone su io e .. Il concetto è della caduta e del prima e del dopo la caduta: la consapevolezza di quello che c’era prima e di quello che c’è dopo. Quindi dopo che Adamo ed Eva hanno mangiato la mela sapevano tutto, però effettivamente non erano così contenti. Io uguale: dopo la meningite ho imparato un sacco di cose, però sarei stato meglio a non sapere. Però ora va avanti così. Qua c’è il parallelo, non va più in là di così. Invece rispetto a “Van Gogh”: è vero; è più un divertissement. Io gli spettacoli ho l’idea poi li sviluppo e poi vengono fuori. Non è che c’ho un programma di come viene lo spettacolo così e parla di questo, perché, essendo che nascono facendoli, mettendoli, provandoli poi prendono vie che io non ce la faccio a seguirli bene come dovrebbero, quindi sono abbastanza dei mostri che si muovono per i fatti loro. Per cui “Van Gogh” è venuto un po’ così, a cartone animato, non è tanto profondo. Lo so, però sai quando hai un figlio che ti viene un po’ scemino…, gli vuoi bene uguale! “Anamnesi” essendo che toccava corde più profonde è venuto poi più profondo.

Lavinia: questa esperienza che hai avuto, sembra essere stata quasi duplice: da una parte c’è l’approccio del malato, sensitivo che è quello che serve, la chiave che tutti dovrebbero avere, dall’altra c’è questa leva che non ho ancora capito bene come ha influito. E’ successivo alla tua esperienza, ha un approccio non più sensitivo, ma più pedante, nel senso di andare a cercare cosa ha scatenato la tua malattia. Poi alla fine se non si hanno delle basi, un sintomo è uguale all’altro come hai messo in evidenza tu, ironicamente, una persona che non ne capisce poi diventa quasi ipocondriaco che vede malattie dappertutto, macchie dappertutto  proprio perché non si ha l’occhio che vede ciò che conosce: quindi se non conosci la malattia ti confondi solamente. E questo è l’approccio che purtroppo hanno molte persone, che non è quello di sentire, un approccio sensitivo così da permettere un’anamnesi accurata da parte del medico e quindi riconoscere subito di che malattia si tratta, ma invece è quello conoscitivo, cioè quello di andare su internet, vedere tutti i sintomi così o magari spaventarsi per una macchiolina rossa o leggendo tutti i bugiardini dei farmaci….. Vorrei un po’ capire quest’altro approccio.

Marco: allora tu hai fatto troppi voli pindarici. La signora Lea è un semplice, banalissimo pretesto scenico. Perché? Perché se fai uno spettacolo che parla della meningite due parole sulla meningite insomma bisogna dirle.

Lavinia: ma proprio due! (ride)

Marco: ma perché: che palle! Allora in una primissima versione dello spettacolo c’era questa parte qua e io la leggevo e basta, e la gente si addormentava. Allora mi era venuto in mente che c’era questa signora Lea. Io l’avevo conosciuta in una situazione in cui lei veniva sempre e faceva delle letture (su degli argomenti di cui non fregava assolutamente a nessuno) per ore, ore e ore: esattamente quello che fa qua la Signora Lea. Allora ho detto: “facciamo questa signora, facciamo farea questo personaggio, questo intervento della cosa pedante”.

Lavinia: proprio l’incarnazione della pesantezza.

Marco: la signora Lea è: l’incarnazione della pesantezza.

 

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resistenze012LETTERA di MARCO LUCIANO 

“Cari amici, colleghi, compagni di viaggio, 

è con grosso dispiacere e con immenso rammarico che vi scrivo per comunicarvi la sospensione de“L’INDISPENSABILE” rassegna permanente del teatro indipendente, giunta alla terza edizione quest’anno.
Premesso che oltre ad una comunicazione tecnica questa vuole essere anche un invito collettivo alla riflessione, alla discussione e al confronto magari.
Ci siamo interrogati a lungo, a lungo abbiamo valutato ogni possibilità, abbiamo tenuto duro, lottato perchè ciò non accadesse, ma purtroppo le condizioni politiche e culturali,  riguardo il contesto sociologico e artistico napoletano ci hanno indotto ad effettuare questa scelta con grossa coscienza.
In questo  momento storico-culturale all’insegna del “si salvi chi può” abbiamo sentito la necessità di tutelare noi stessi e il nostro lavoro.
Ovunque aprono spazi sull’onda del Valle, Macao, Ex Asilo Filangieri, spazi occupati che in apparenza e come maschera dichiarano di voler tutelare e dare nuovo vigore al nostro settore, attuando però una politica pesantemente in antitesi con tali presupposti. Offrono spettacoli (senza entrare nel merito artistico) gratuiti, gli artisti non vengono pagati in nome di un sostegno ad una lotta che noi francamente non respiriamo, non sentiamo, o che quanto meno riteniamo per modi e contenuti anacronistica, fuori luogo, aiutando a far si che si consolidi questa maledetta idea che gli operatori dello spettacolo sono “artisti”, e che quindi non vanno pagati;
offrono percorsi di formazione gratuiti diretti da benemeriti sconosciuti, svuotando i laboratori di chi invece ha fatto della pedagogia la sua ragione di vita e il proprio credo teatrale… tutto questo vi lasci immaginare la situazione economica in cui versa il teatro indipendente a napoli, ma crediamo in tutta italia.
Accanto a questa sconsiderata e incosciente politica dei “falsi amici”, l’altra politica, quella istituzionale cavalca la “balena” riempiendo le programmazioni comunali, almeno sulla carta e nelle delibere, di attività organizzate e realizzate all’interno di spazi occupati, questo è un pò paradossale no? …scaricando l’ennesimo barile, affinando ancora più l’arte della sordità e del mutismo, giocando a mosca cieca in un deserto metropolitano dove della cultura non vi è nemmeno la speranza…
Questi sono i motivi politici per cui L’INDISPENSABILE è diventato insostenibile, e di conseguenza avendo pochissimo pubblico anche quelli economici.
Se negli anni scorsi avevamo avuto mille difficoltà economiche e amministrative per portare avanti, anche grazie alla vostra disponibilità e passione, il nostro progetto, in questo panorama in cui ogni settimana vi è una smisurata offerta di spettacoli gratis,  è diventato impossibile per noi essere competitivi,  garantirvi pubblico e di conseguenza il seppur minimo compenso economico.
L’altro punto su cui ci siamo ricreduti è stata la proposta culturale che noi abbiamo lanciato 3 anni fa. Il nostro voleva essere un tentativo di dar vita insieme a tutti coloro che ci hanno sostenuto e che con noi hanno interagito e interscambiato esperienza e passione, un tentativo dicevo, di dar vita ad una rete indipendente e scevra dai/di meccanismi di produzione e distribuzione convenzionali. La ricerca di un’autonomia etica prima che economica e politica, e con tristezza ci troviamo oggi a fare i conti con il totale fallimento di questa proposta.
Abbiamo notato come l’atteggiamento di molti dei gruppi e delle compagnie incontrate sia innovativo nella forma e meno nella sostanza, di quanto sia invece radicata l’idea di un essere “off” per poi diventare “in”, senza il sogno di diventare qualcos’ “altro” dall’Off e dall’ In… ma di questo è inutile parlarne visto che delle proprie scelte artistiche, della propria vita ognuno ne è responsabile.
Cogliamo l’occasione per fare un’altra proposta: noi saremmo disposti ad impegnarci nell’organizzazione di un meeting tra giugno e luglio, occasione per incontrarci e discutere da vicino le problematiche che attraversano la nostra condizione di ricercatori, sognatori, operatori culturali.
Vi Chiediamo ancora di perdonarci per non riuscire a mantenere la parola data.
responsabili per ogni eventuale disagio.
un caro saluto

Marco Luciano
Area Ricerche Teatrali Indipendenti “

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Di seguito indico le date di inizio delle attività del Centro di Orientamento ed Educazione Teatrale del Teatro delle Molliche di Corato;

Teatroteca rivolto ai bambini da 6 a 10 anni:
Giovedì 4 ottobre dalle ore 18:00 – Venerdì 5 ottobre dalle ore 18:00

Corso propedeutico rivolto ai ragazzi da 11 a 16 anni:
Martedì 9 ottobre ore 18:00

Scuola di teatro (1° anno) rivolta ad allievi che abbiano compiuto i 17 anni:
Giovedì 18 ottobre ore 20:00

Laboratorio teatrale per adulti rivolto a persone adulte appassionate del teatro che abbiano voglia di sperimentarsi e mettersi in gioco attraverso il linguaggio e l’espressione teatrale:
Mercoledì 21 novembre ore 20:00

I corsi ed i laboratori del Centro di Orientamento ed Educazione Teatrale durano da ottobre a giugno.

Ma, come molti di voi già sanno, gli appuntamenti con il Teatro delle Molliche non si fermano qui, i progetti sono tanti, quindi vi conviene appuntarvi queste date:
RASSEGNA DI TEATRO STUDENTESCO: dal 12 al 16 Novembre
RESISTENZE: 10 esibizioni dal 17 novembre al 9 Febbraio
DOMINO: 5 esibizioni dal 25 novembre al 30 Dicembre
GIORNATA MONDIALE DEL TEATRO: 27 Marzo

Seguite il blog per aver notizie dettagliate sui programmi e gli appuntamenti.

Danilo Macina

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E’ giunta al terzo anno consecutivo RESISTENZE 2011, la rassegna di teatro della città di Corato, ospitata dal Teatro delle Molliche.

A dire il vero è una rassegna poco commerciale e piuttosto sui generis quella che il Teatro delle Molliche con coraggio e determinazione propone alla comunità coratina e alle comunità dei paesi limitrofi.

Dieci spettacoli di compagnie provenienti da tutta Italia, un manifesto pubblico che ne descrive regole ed intenti, una rendicontazione dei costi e dei ricavi, nessun contributo pubblico o privato, la possibilità di confrontarsi con gli artisti dopo ogni spettacolo, la trascrizione e la stampa dei confronti in un libretto di gradevole ed interessante lettura, è cosa molto rara.

Di seguito l’intero programma della rassegna.

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PROGRAMMA

 

 12 Novembre – L’INCHIESTA  
di e con Michele Tarallo, Pierluigi Tortora
Francesco Forgione detto Padre Pio da Pietrelcina in seguito alla fama di taumaturgo è stato soggetto a forti critiche e sospetti in ambienti ecclesiastici e non. Nelle  ultime ore di vita, attanagliato da bronchite asmatica, si sottopone, per la prima volta, e di sua spontanea volontà, ad un estenuante interrogatorio.
Compagnia Altroteatroltre – La Bottega del Teatro

 

 19 Novembre – CARNIVORI
di Franco Vangi
con Lavinia Capogna, Vincenzo Losito, Francesco Martinelli, Michele Pinto, Roberto Porcelli
Lo spettacolo come lama affilata affonda nel ventre della società contemporanea blindata in una fiction ipertecnologica che sostituisce la realtà in una quotidianità mediatica intrisa di noir, thriller, erotismo. Si portano sulla scena vicende di perversi incastri mediatici-politici-giudiziari osservandoli alla luce di un possibile riscatto, di un’utopica “catarsi”.
Teatro delle Molliche

 

 3 Dicembre – LA BALLATA DEI VAN GOGH
di e con Marco Bianchini
Se è vero che “Dietro ogni grande uomo c’è sempre una grande donna” si può anche affermare che dietro ogni grande artista ci sia sempre una grande famiglia. È una saga familiare che ripercorre le vicende dei Van Gogh attraverso il racconto della vita del celebre pittore. Una carrellata di personaggi tutti interpretati da un unico attore.
Teatro della Caduta

 

 10 Dicembre – UNA LUNGA ATTESA
di Fabrizio Romagnoli
con Lella Mastrapasqua, Daniela Rubini, Mirella Sorgente, Mally Papagni
Quattro donne, un carcere, una stanza, una partita a carte. Amiche? Nemiche? Chissà! Un incontro sul ring della vita dove esplodono pulsioni animalesche, mascherate da una quotidiana normalità. Frugano nelle crepe di un passato che è più forte di qualsiasi presente, e forse lo esorcizzano nel “gioco” rituale del vinto e del vincitore.
Compagnia dei Teatranti

 

 17 Dicembre – SCATORCHIO BLUES
di Luca Marchiori
con Luca Marchiori, Mattia Airoldi, Piazza Luca
Un paesino dell’Italia centromeridionale sta per diventare una discarica di rifiuti. Mentre gli abitanti protestano, Scatorchio appoggia il sindaco nel suo terribile progetto solo per dare battaglia al  suo rivale in amore. Scatorchio nel suo dialetto aspro e dolce insieme, parla del mondo e della sua fede, creando situazioni comiche, pur commuovendo.
Ilinx Officine Artistiche

 

 14 Gennaio – IL MACERO
di e con Roberto Solofria
È  il racconto dell’insolita sensibilità di un ragazzo, della sua “ottusa” caparbietà nel cercare per sé stesso una strada diversa. Del suo disagio a vivere in una comunità in cui l’attitudine al delitto è divenuta scorza callosa e la banalità rimedio ad ogni ingiustizia. Un inferno quotidiano, quello dell’Agro-aversano, che non genera nemmeno eroi ma solo martiri.
Mutamenti  

 

 21 Gennaio – FEGATO DI CANE
di e con Rolando Macrini
Lo spettacolo, storia di uno spettacolo di teatro sperimentale mai messo in scena. È il racconto di una tragedia annunciata: la produzione di uno spettacolo di teatro. Dopo una ispirata e vecchia lettura notturna del capolavoro “Cuore di Cane” di M. A. Bulgakov, si cova segretamente per diversi anni il desiderio di mettere in scena la novella bulgakoviana.
Teatro Eliocentrico

 

 28 Gennaio – GARBATELLA
di e con Julia Borretti, Titta Ceccano
e con Roberto Caetani
La storia d’amore tra Tommaso e Irene nella Roma degli anni ’50 fa scoprire il grande intellettuale Pier Paolo Pasolini, semplice e profondamente umano. I due giovani s’incontrano, si conoscono e a fare da sfondo è la Roma della ricostruzione, popolata da bambini vocianti e da ragazzi che riempiono le sale fumose del cinematografo.
Matutateatro

 

 4 Febbraio – HAMBURGER
di Leonardo Losavio, Francesco Nikzad
con Roberto Galano
Storia di un ragazzo violento che, dopo una serie di eventi negativi, affronta il riformatorio, fino all’incontro con un terapeuta, che lo indirizza verso la boxe. Il linguaggio usato è frutto di uno studio e di una sperimentazione ben precisa, ossia il tentativo di rendere la comunicazione assolutamente diretta e senza orpelli stilistici.
Teatro dei Limoni

 

 11 Febbraio – MEDEA
di Euripide
con Annika Strøhm, Saba Salvemini
Medea, la donna di cuore devota al letto nuziale ed alle sue antiche leggi sposa l’uomo di ragione ed azione che appartiene allo stato ed alla società. Una storia che, in un mondo di genitori che fanno di tutto per crescere al meglio i figli, si fa tragedia in nome dell’amore. In scena a rivivere il dramma due soli attori, come ai tempi dell’antica Grecia.
Arete Ensamble  

 

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INFORMAZIONI

ORARIO:  Prima replica ore 18,00  •  Seconda replica ore 20,30
Ingresso con tessera sociale di Euro 50. Non è possibile acquistare biglietti.
Al termine di ogni esibizione si svolgerà un confronto collettivo per la stampa  del libro “Resistenze 011”.
INFO: 338 4234106

Teatro delle Molliche – Via Ruvo, 32 Corato (Ba)   teatrodellemolliche@libero.it

 

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Danilo Macina

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Di seguito pubblichiamo il programma delle esibizioni finali degli allievi della Scuola delle Arti della Comunicazione del Teatro delle Molliche.

PROGRAMMA

22 maggio prima replica ore 19,00 / seconda replica ore 21,00
NO PIGS – 2a lezione
con Graziana Bucci, Marilù Cavallo, Davide Labartino,
Valeria Menduni, Dalila Morgese, Celeste Quercia,
Federico Rutigliano

12 giugno ore 20,30
Monologhi di Shakespeare
con Monica Bisceglia, Benedetto Cassano,
Domenico Dell’Olio, Lorenza Fabiano,
Marianna Montingelli, Milena Napolitano,
Noemi Quercia, Valeria Tamborra,
Eleonora Tricarico

18 giugno ore 21,00
Scene da Goldoni e Pirandello
con Giuseppe Cappelluti, Sara Fiore,
Simonetta Guidotti, Irene Mintrone,
Daniele Ventrella

19 giugno prima replica ore 18,30 / seconda replica ore 21,00
Tartuffo di Moliere
con Alessia Arcadite, Lavinia Capogna,
Alessandro De Benedittis, Alessandro Maino,
Stefan Victor Pirnus, Paolo Strippoli

L’ingresso alle esibizioni del 22 maggio 12 e 18 giugno è gratuito. L’ingresso alle esibizioni del 19 giugno è con contributo di €.4,00 per gli allievi della scuola e di €.6,00 per gli ospiti.

PER QUESTIONI ORGANIZZATIVE, SIPREGA COMUNICARE LA PROPRIA PARTECIPAZIONE VIA E-MAIL ALL’INDIRIZZO teatrodellemolliche@libero.it

SCUOLA DELLE ARTI DELLA COMUNICAZIONE del TEATRO DELLE MOLLICHE
Via Ruvo 32 – Corato (Ba) · T. 3384234106

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Il progetto si propone di creare, attraverso il teatro, un discorso e un confronto sul tempo in cui viviamo. Siamo convinti infatti che umano sia il dialogo e quindi, in teatro, il suo mezzo principe: il testo. Se si pretende dal teatro che non faccia solo divertire o ammutolire per lo stupore ma anche pensare, non si può fare a meno di buoni testi. L’idea che ci guida è restituire al teatro un ruolo sociale, di farlo sentire come necessario non solo per gli artisti ma per la comunità in cui esso agisce.”  Werner Waas – Lea Barletti (Induma teatro)

Il premio è parte integrante di un articolato progetto culturale che si svolgerà in un periodo di un anno, attraverso una serie di appuntamenti, eventi, laboratori, incontri, a cui saranno invitati a partecipare scrittori, registi, attori, artisti, ma anche spettatori e cittadini interessati ad accompagnarci in un percorso aperto di ricerca e sperimentazione sul senso del teatro e della parola drammaturgica oggi.

In una prima fase la giuria selezionerà tra i progetti pervenuti 4 finalisti (uno dei quali verrà scelto tra quelli presentati da autori che alla data di scadenza del bando non abbiano ancora compiuto il 26° anno di età, e i restanti tre presentati da autori senza limite di età). Tra questi finalisti verrà successivamente scelto il vincitore.

La scadenza del bando, è fissata per il 26 Maggio 2011.

Il premio al vincitore consisterà nella pubblicazione del testo sulla rivista “Il Primo Amore” (Effigie Editore) e in un periodo di residenza presso le Manifatture Knos, fino a quattro settimane, come contributo alla produzione dello spettacolo.

fonte: INDUMA Teatro – Manifatture KNOS

 

Danilo Macina

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