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Posts Tagged ‘Elisabetta Pastore’

fiori

Scheda dello spettacolo:

Si potrebbe definire la depressione come la malattia degli esseri umani, la malattia di chi si affaccia al mondo umanamente.
E’ difficile comprende l’essere umano, considerare l’uomo come uomo.
Non occorrono accadimenti plateali o reconditi perché il fenomeno depressivo si manifesti, serve molto molto poco all’uomo per cadere in depressione.
Il vuoto più totale balena e serpeggia attorno alle nuove generazioni.

Fiori di plastica ‘utilizza’ due personaggi domestici per sviscerare le crisi, le torture le elucubrazioni che imperniano nella mente del depresso: il gatto e la bambola.

Il gatto è il falsificatore della realtà per eccellenza. Farnetica, inventa, fantastica, ha il timore dell’azione, è il ‘signor no’ per antonomasia. Vive nel buio perché sa vedere nella notte; è subdolo e menzognero. Il depresso gatto, allo stesso modo, si trascina nei ragionamenti, si fa guidare dalla ‘convenienza’, dall’opportunità più calzata a perorare la sua causa (il rifiuto della realtà); non vuole uscire dal guscio perché non sa affrontare l’ignoto cioè  tutto ciò che non è possibile controllare pienamente, cioè il susseguirsi degli eventi. Per sopperire alla sua debolezza costruisce ologrammi di personaggi fantasmagorici che trasforma nella sua ragione di vita, facendoli diventare i suoi ‘compagni d’avventura’. E’ con loro che si confida, confabula, lotta. La verità, però, è che ha paura della vita e si rintana dentro una immaginaria per consolarsi mediocremente. Ha paura come un gatto, che per timore fugge, e per difesa graffia.

La bambola, invece, è la visione della perfezione, resta immutabile allo scorrere del tempo, è l’essenza della beltà, è la propensione di qualsiasi desiderio sessuale, è il diletto giocoso, è colei che ha visto il mondo dal tempo dei tempi: conosce, scruta, ode, tocca, ma è di plastica, non ha responso sensoriale vero. Essa mai si piega, mai si corrode, mai si infrange, mai si rompe. È un oggetto  smontabile, che non crea problemi ad alcuno. Le sue sensazioni, emozioni e volontà, non mutano il corso degli eventi, perché è di plastica, perché è una bambola ed è inerte. Lei può patire torture, può essere stritolata, può soffrire le più orride infamie, ma non si trasfigura, non subisce alcun cenno di mutamento e soprattutto non muore. Il depresso bambola è la trasposizione delle passioni congelate, ibernate: vede scientemente, analizza, scruta, fa memoria, interiorizza e rigurgita le scorie nocive attraverso la sua immobilità. E colui che insegna a soffrire, a patire l’inferno, senza muovere un dito per se stesso, col disgusto nello stomaco.

In ‘fiori di plastica’ questi due soggetti domestici si inerpicano in solitari monologhi, espressione di una loro tipologia d’essere, di un loro pensiero, di un loro modo personale d’approccio nei confronti delle cose dell’esistenza.

Fiori di plastica è dedicata a tutti coloro che soffrono perché imprigionati nelle moderne prigioni delle proprie e delle altrui esistenze, ai martiri della solitudine, cavie consapevoli o inconsapevoli di un sistema che offre un fiore di plastica, come placebo alla ferita di una carezza mancata.
Così come i fiori di plastica altro non sono che artificio della beltà e vita morta, allo stesso modo il depresso la medesima condizione si relega a vivere, sradicandosi volutamente dalla realtà.

‘Mi dispiace che muoiano gli uomini. Mi dispiace vedere quanto si sprecano per vivere e soffrire. Chi ha creato quest’inferno? A teatro la morte dura fino a che le luci restano. Poi riprende una vita nuova, un’altra e un’altra ancora. A teatro puoi conoscere tante vite senza dover piangere troppo quando finiscono. Vorrei che non esistesse la vita. Vorrei che ci fosse solo il teatro’.

Venerdì 27 marzo ore 21:00 – Cinema Alfieri – Corato

Posto unico € 10,00 – informazioni al 080.8727960

Danilo Macina

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La presentazione di Pierròt.

Pierròt in scena!

Ore 22,30, in coda alla splendida rappresentazione della “Metamorfosi” dei ragazzi della Scuola delle Arti della Comunicazione, il maestro Francesco Martinelli e la nostra direttrice editoriale Elisabetta Pastore presentano Pierròt ufficialmente al pubblico.

Pierròt inizierà a diffondersi tra di voi, con coraggio, onestà, sincerità. Leggete il primo numero che potrete ritirare gratuitamente presso la Libreria Ambarabacicicocò di Corato.
Pierròt vuole crescere e desidera sempre più dare spazio a tutti voi. Contribuite con impressioni, racconti, immagini e quanto la vostra sensibilità possa e voglia mettere a disposizione di tutti.

Danilo Macina

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