
Partirà il 28 novembre 2009 “Resistenze ‘09: Operazione a sostegno di creazioni ed esistenze con il mecenatismo di una comunità libera ed indipendente“.
L’iniziativa, proposta dal “Teatro delle Molliche” e condivisa liberamente da quanti vi aderiscono, è una novità nel panorama artistico attuale. Gli intenti sono contenuti nel “manifesto” che completa il calendario delle esibizioni e che vi invito a leggere.
La partecipazione all’operazione è libera ed aperta a tutti, è richiesta l’iscrizione gratuita all’associazione “Teatro delle Molliche”, un contributo economico e la condivisione del “manifesto”.
MANIFESTO
Questo documento consente la propaganda del nostro pensiero.Intendiamo procedere argomentando la definizione di “Resistenze”: operazione a sostegno di creazione ed esistenze con il mecenatismo di una comunità libera ed indipendente.
Resistenze.
Alludiamo a quei processi di contrarietà finalizzati al perdurare di conflitti generanti lampi e bagliori non necessariamente divampanti. Le “resistenze” sono oramai inevitabili per esistere.Sostegno.
L’idea di sostegno si basa esclusivamente sul risultato del nostro lavoro. Decidiamo, per questa operazione, di non procacciarci sponsor e contributi pubblici, poiché riteniamo che la dipendenza ad una logica di mercato per cui si deve un servizio per garantire un tornaconto, è cosa che imbruttisce; ed il confronto con una istituzione pubblica disposta a comprendere quanto stiamo facendo, è anacronistico.Creazioni ed esistenze.
Riconosciamo le esistenze in funzione delle creazioni, e adoriamo le creazioni in virtù delle esistenze. Nessuna valutazione delle esibizioni è stata eseguita, nessuna strategia per accattivarsi il pubblico, solo voglia di affermare quanto esiste. Si esibiscono professionisti, amatori, allievi senza alcun pregiudizio e preclusione, scardinando sistemi che facilitano assetti faziosi. Le compagnie, scuole, associazioni di provenienza sono luoghi localizzati sulla cartina geografica, a segnare una nuova geografia fatta di punti vitali.Mecenatismo.
Il mecenatismo collettivo è voglia di autonomia, è una forma di autodifesa dall’estinzione, tentativo di instaurare una democratica partecipazione, è strumento necessario per proteggere qualcosa in cui crediamo. Non condividiamo l’assistenzialismo, metastasi dell’indifferenza e del parassitismo, ed il consumismo, da cui deriva la deleteria politica del biglietto che rende quello che facciamo pari ad una merce. Con la decisione di un contributo economico, nessuno compra e nessuno vende. L’obiettivo è il confronto e l’effettivo arricchimento culturale dei partecipanti, perseguendo una nuova idea di pubblico, non più emarginato alla funzione passiva di chi dopo il consueto e convenzionale applauso cessa di esistere.Comunità.
La nostra comunità è un insieme di individui che mettono in comune risorse ed energie per salvaguardare un momento essenziale di confronto.Liberi ed indipendenti.
E’ la condizione in cui ci sentiamo tutti noi firmatari di questo manifesto, impegnati a svolgere l’operazione “Resistenze” con passione e onestà intellettuale.Allievi, Docenti, Soci
della Scuola delle Arti della Comunicazione
del Teatro delle Molliche
Le date, le creazioni, le esistenze e i luoghi di Resistenze ‘09
28-29 NOV/09
[Creazione] A LUI NON DICEVO NULLA
[Esistenze] Pierpaolo Iacopini , Annachiara Mantovani
16-17 GEN/10
[Creazione] INTERMEZZI DI CERVANTES di M. de Cervantes
[Esistenze] Cesare De Maio, Simona De Sario, Carlo Del Vescovo,
Vincenzo Losito, Danilo Macina, Alessandra Mazzilli, Erika Memeo,
Magda Merafina, Marika Montaruli, Roberto Porcelli, Leonardo Ventura
05-06 DIC/09
[Creazione] C’ERA UN’ALTRA VOLTA
[Esistenze] Andrea d’Amore, Lella Mastrapasqua, Enzo Matichecchia,
Katiuscia Nazzarini, Mally Papagni, Daniela Rubini
12-13 DIC/09
[Creazione] PROCESO REVERSIBEL
[Esistenze] Lee Duarte
19-20 DIC/09
[Creazione] THE PROBLEM – AMOROSE CONFESSIONI di A.R. Gurney jr.
[Esistenze] Saba Salvemini, Annika Strohm
09-10 GEN/10
[Creazione] LE NOTTI BIANCHE da F. Dostoevskij
[Esistenze] Giuseppe Amato, Chiara Benedetti, Denis Fontanari
23-24 GEN/10
[Creazione] NABUCCODONOSOR da G. Verdi
[Esistenze] Patrizia Amoretti, Lucia Lazzeri, Veio Torcigliani
30-31 GEN/10
[Creazione] COPPIE di F. Blanchette
[Esistenze] Sabrina Balice, Gian Luca Bianchini, Adriano Davi,
Brunilde Maffucci
06-07 FEB/10
[Creazione] L’ODORE DI MUSCHIO di F. Tammacco
[Esistenze] Francesco De Palma, Francesco Tammacco
13-14 FEB/10
[Creazione] NOBILI E PORCI LIBRI di M. Santeramo
[Esistenze] Michele Santeramo

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Orari esibizioni: sabato ore 21,00 – domenica ore 20,00. Non sarà consentito l’accesso ad esibizione iniziata.
Tutte le esibizioni si terranno presso la sala teatro del “Teatro delle Molliche” in via Ruvo, 32.
E’ richiesta l’iscrizione gratuita all’associazione “Teatro delle Molliche” che rilascerà la tessera valida per l’ingresso alle esibizioni.
Al termine di ogni esibizione si svolgerà un confronto collettivo della durata di 45 minuti, integralmente registrato.
Ad operazione conclusa, a tutti coloro che hanno contribuito, sarà consegnato il libro “Resistenze ‘09” in cui sono sintetizzati gli interventi fatti durante i confronti.
Per informazioni:
Via Ruvo,32 – 70033 Corato (BA) – cell. 3384234106 teatrodellemolliche@libero.it
Danilo Macina

non so, questo manifesto mi pare molto “marinettiano” nei toni e nei contenuti…
resistere a chi? a cosa? alla società, il consumismo, a facebook, allo sbigliettamento degli spettacoli?
Mi pare più un urlo di chi ha paura del mondo e si chiude in se stesso…i luoghi del teatro come unici “luoghi vitali”, mi pare un po’ troppo
perdonate la franchezza
“anacronistico” il confronto con una istituzione pubblica…e tutti i laboratori che si fanno nelle scuole di Corato non sono un confronto con le istituzioni pubbliche?
Sono incredulo. Mi sembra assurdo che le parole scritte in questo manifesto non possano essere condivise da tutti. La politica in queste parole non entra affatto. Se al titolo avessimo tolto la parola manifesto, forse il paragone con Marinetti sarebbe stato evitato.
Secondo me questa operazione è semplicemente il risultato della voglia di lavorare e crescere senza vincoli, subordinazioni o dipendenze da chi con l’arte non ha nessuna voglia di condividere nulla, manifestando lo sdegno verso logiche distruttive e banalizzanti del lavoro degli artisti, ed avendo il coraggio di dimostrare come, con il minimo indispensabile e con l’appoggio di persone che credono, si possa lavorare e lo si possa fare bene.
P.s.: E’ mio parere che operazioni del genere possano e debbano essere sostenute e ripetute quanto più possibile.
Se poi in scena gli artisti volessero portare pensieri di denuncia, ben venga. Ci sarebbe la grande opportunità di confrontarsi su questo.
Per fortuna molti temi attuali, sociali e politici, discussi e contestati, trovano spazio di sviluppo e confronto nel lavoro di molti artisti. Essi vengono sì giudicati, censurati anche, ma ciò che conta è che il proprio pensiero sia manifestato liberamente.
A tal proposito sarebbe interessante ascoltare attentamente “Povera patria” e “Inneres auge” di Franco Battiato.
Che il Battiato persona sia schierato politicamente, non lo so e non lo voglio sapere; ciò che conta è che il Battiato artista (così come tanti altri artisti) possa esprimere il proprio pensiero, condivisibile o no, ma chiaro ed esplicito, attraverso la sua arte.
Danilo Macina
Personalmente ritengo che la nostra operazione (dico nostra perché non solo sono un’allieva della Scuola delle Arti della Comunicazione e ne vado fiera,ma anche perché ripongo grande fiducia nel libero pensiero), sia finalizzata ad uscire dagli schemi, portare varie verità, differenti punti di vista sui quali si possa costruire una discussione, un confronto prettamente costruttivo per aprire i nostri orizzonti e per aprirci ad una realtà multiculturale. Quello che dici, Giorgia, non è del tutto sbagliato perché io, PER QUEL CHE MI RIGUARDA, ci vedo molta contesta in Resistenze e nel lavoro degli artisti, ma non è semplicemente l’urlo nichilista e contestatorio di un gruppo di persone che hanno paura del mondo; bensì, si cerca proprio di viverlo questo mondo che spaventa tutti perché grande e ricco di sorprese!
Mi spiace che non sia stato compreso a pieno il significato di Resistenze e della figura di artista “impegnato”.
mi dispiace molto che il pensiero espresso da quel “manifesto” non sia condiviso. non credo che l’artista si possa chiudere in sè stesso in quanto è fin troppo aperto verso il mondo,che filtra attraverso la sua persona. quei punti vitali,beh,signori,siamo noi… a me dispiace molto sinceramente.in modo del tutto sincero e non perché sono un’allieva…
non siamo tutti liberi ed indipendenti e non viviamo forse tutti in un mondo libero? non c’è schieramento in quel “manifesto” che altro non è che l’esplicazione di una operazione finalizzato,io credo,alla salvaguardia di un’esistenza… e credo che al giorno d’oggi bisogna resistere per esistere. sono profondamente amareggiata. davvero.
-@ danilo: se io allievo X persona sono schierato politicamente non conta, ma che io allievo X artista riesca sentirmi libero,indipendente non legato ad una forma di collaborazionismo e che riesca ad esprimere la mia arte (che essa sia musica,pittura,fotografia o teatro) liberamente e con l’aiuto di me stesso sia finanziario che non allora beh,io allievo X artista sono un eroe!-
l’arte è così,non è a scopo di lucro…andrebbe più tutelata.
evitando di farcirla con qualcosa che potrebbe per il suo essere tutto appunto imbruttirla. forse è proprio quello che espresso da giorgia quello che una persona potrebbe capire leggendo il “manifesto” senza sentirne una spiegazione orale… mi rincresce. e tanto anche.
Alice
Replica a Giorgia
Nel Manifesto Resistenze 09 è scritto: “Decidiamo, per questa operazione, di non procacciarci sponsor e contributi pubblici, poiché riteniamo che la dipendenza ad una logica di mercato per cui si deve un servizio per garantire un tornaconto, è cosa che imbruttisce; e il confronto con una istituzione pubblica disposta a comprendere quanto stiamo facendo, è anacronistico”.
Credo che tu non abbia ben compreso quali siano le Istituzioni pubbliche riferibili a Resistenze 09 o non abbia compreso l’operazione.
Perché citare le Scuole rispetto a quanto è scritto sul Manifesto? Ritieni che facciamo riferimento all’anacronistico confronto con questa Istituzione? Certo che no. Allora perché citare le Scuole?
Ti aiuto a comprendere. Nel Manifesto si parla di confronto anacronistico con una Istituzione Pubblica disposta a comprendere quanto stiamo facendo con Resistenze 09; il Manifesto intende un confronto intelligente basato sull’analisi nel merito di quanto stiamo facendo finalizzato alla concessione di un contributo pubblico. Con chi fare questo confronto, e a chi chiedere il contributo? Evidentemente ci riferiamo ad Assessori alla Cultura comunali, provinciali, regionali, al Ministero di competenza….insomma a queste istituzioni e non alle Scuole. Questo confronto è anacronistico.
“Anacronistico”, in lingua italiana, significa cosa in contrasto col suo tempo. Il confronto non è “di moda” oggigiorno. Troppo impegnativo….quasi scomodo.
Ma è chiaro che ci può essere confusione rispetto ad una facile e onesta interpretazione del Manifesto, in un Paese come il nostro dove è possibile utilizzare l’Inno Nazionale per pubblicizzare un paio di collant. Giorgia, così va l’Italia! Chi ricorda più, che tanti uomini sono morti cantando quelle parole? Per alcuni sono state le loro ultime parole.
Perché parlare di urlo?
Si urla per sfogare la rabbia contro qualcuno o perché si è folli o terrorizzati.
Resistenze, per me, non è un urlo contro nessuno.
RESISTENZE per me è un richiamo forte , una possibilità,
vuole dire PARTECIPA AD UN PROGETTO LIBERO ma anche SEI LIBERO DI NON PARTECIPARE e non è certo la paura che ci spinge a prevedere alla fine di ogni spettacolo un confronto libero di 45 minuti, integralmente registrato e successivamente pubblicato in un libro. In quanti teatri il pubblico viene chiamato a partecipare e a non subire ciò che vede?
Io ci sarò, non sono abituata a godere dei frutti del lavoro degli altri. Soprattutto quando in ballo ci sono scelte “difficili”. Voglio esserci e portare, nel mio piccolo il mio sincero contributo, perché io credo in quei pensieri elencati in Resistenze.
Domani scoprirò altre realtà simili o migliori e sarà entusiasmante sostenere anche quelle.
Giorgio Gaber canta : La libertà non è stare su un albero,
non è neanche il volo di un moscone…
la libertà non è uno spazio libero…
libertà è partecipazione.
P:S: Giorgia, spero di vederti presto a teatro. Se per te è eccessivo definirlo luogo vitale sarà pur qualcosa, mi piacerebbe sapere cosa è per te. Se vieni potremo stringerci la mano guardandoci
negli occhi senza paura del mondo. Ti aspetto.
MARIANGELA GRAZIANO
Docente della Scuola delle Arti della Comunicazione
Ringrazio tutti per avermi aiutato nello sforzo di “comprensione”…
Mariangela, non siamo a scuola e, credimi, anche lì oramai non si parte dal presupposto che l’interlocutore non abbia “compreso”, come hai ripetuto molto spesso, ma da quello che, forse, chi parla o scrive non si sia spiegato bene (come nel caso delle “Istituzioni pubbliche che ovviamente sono i Comuni, come le Scuole, le Regioni etc.)…
rispetto ai luoghi “vitali”, mi riferivo agli ospedali dove si fa riabilitazione, alle case famiglia, ai consultori, alle associazioni culturali in genere; i teatri non sono gli unici luoghi che palpitano do vita…e lo dico da frequentatrice degli stessi, perchè io amo godere del lavoro artistico degli altri non essendo un’attrice.
Danilo, sei sconcertato che qualcuno non condivida…perché bisogna necessariamente condividere tutto?
L’educazione teatrale è una gran cosa, l’unico rischio è l’autoreferenzialità…
Grazie del cortese invito a teatro, verrei con piacere,anzi sarei già lì a scambiare opinioni dal vivo, ma da tre mesi lavoro fuori Corato…
Auguri sentiti a tutti
Giorgia
Giorgia,
ognuno ha i suoi pensieri, le sue opinioni, ed il fatto che le sostenga e le manifesti è cosa buona.
Senza questo atto responsabile non si potrebbe mai e poi mai aprire un confronto tra gli uomini.
Personalmente, però, ritengo che alcune cose debbano essere condivise, non fosse altro che per il semplice buon senso.
Danilo Macina
Giorgia, ti chiedo, per cortesia, di farmi comprendere.
Perché la parola comprensione nel tuo scritto è tra le virgolette?
Perché hai detto “non siamo a scuola”?
Che c’entrano con il Manifesto: “gli ospedali dove si fa riabilitazione, alle case famiglia, ai consultori…”? Dove hai letto nel Manifesto le parole “unici luoghi vitali”?
Che vuol dire “l’educazione teatrale è una gran cosa”, cioè che vuol dire “è una gran cosa”?
Dove vedi il rischio di autoreferenzialità in una operazione che coinvolge e ospita artisti provenienti da tutta Italia e oltre, professionisti, amatori, allievi attori; che prevede la stampa di un libro con tutti gli interventi di tutti coloro che vorranno dire qualcosa?
Spero vivamente che tu sia in grado di spiegare, argomentando, di dare risposte chiare alle mie precise domande, in modo che io comprenda. Fino ad ora, da quello che hai scritto circa il Manifesto, io ho compreso che tu non hai compreso. Ma, mi chiedo, in fondo vorrai veramente comprendere? Perché non provi a fare quello che sto facendo io: se hai bisogno di spiegazioni, perché non fai sincere domande? Che importa! Tanto per te sono io, siamo noi, che non ci sappiamo spiegare. Che pensiero autoreferenziale questo!
Prima o poi tornerai a Corato, potrai venire a trovarci e godere del nostro lavoro artistico.
In attesa di risposte, ti auguro una buona giornata.
Mariangela Graziano
Gentili amici, non amo le polemiche, soprattutto “on the web” e su argomenti non di vitale importanza
il mio era un semplice commento che ha scatenato, credo, un po’ troppo scalpore
se torno a breve a Corato cercherò, per quanto possibile, di contattarvi “dal vivo”
Serenità
Giorgia
Gentile Giorgia, con serenità voglio evidenziare che il web l’hai scelto tu per commentare; la polemica l’hai innescata tu, commentando: “Mi pare più un urlo di chi ha paura del mondo e si chiude in se stesso…i luoghi del teatro come unici “luoghi vitali”, mi pare un po’ troppo perdonate la franchezza “anacronistico” il confronto con una istituzione pubblica…e tutti i laboratori che si fanno nelle scuole di Corato non sono un confronto con le istituzioni pubbliche?”, scrivendo parole tra virgolette, scrivendo di autoreferenzialità.
E le risposte alle mie domande, dove sono?
Con serenità potevi rispondere. Ma nulla, tanta mediocrità. Ritengo che di vitale importanza è un confronto onesto, generoso e dignitoso. Sono sicura, e spero di sbagliare, che non ti vedrò a teatro, ma se accadrà ricordati che ti porrò le stesse domande, attendendo spiegazioni, ascoltando risposte chiare.
buona giornata.
Mariangela Graziano.
Riguardo ad un utile incontro de visu, ho risposto nel precedente post, quindi qualunque mio commento sarebbe superfluo e, a quanto leggo, foriero di ulteriori polemiche e poco felici giudizi di valore; per questi motivi mi astengo con dispiacere e in modo definitivo da nuove considerazioni, auspicando che questo scambio non abbia ulteriori e inutili strascichi.
In caso contrario non vi saranno risposte da parte mia.
saluti
Riguardo ad un utile incontro de visu, ho risposto nel precedente post, quindi qualunque mio commento sarebbe superfluo e, a quanto leggo, foriero di ulteriori polemiche e poco felici giudizi di valore; per questi motivi, pur non volendomi astenere da nuove considerazioni, con dispiacere e in modo definitivo ritengo lo debba fare, auspicando che questo scambio non abbia ulteriori e inutili strascichi, come fino ad ora è accaduto.
In caso contrario non vi saranno risposte da parte mia, perché non c’è mai stata risposta da parte sua.
Buona giornata
Mariangela Graziano