Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa giunto in redazione, da parte dell’Associazione CRISTIANI IN DIALOGO di Corato.
COMUNICATO STAMPA
OGGETTO: PROPOSTA DI COSTRUZIONE DI UN MOVIMENTO PER LA PACE, LA NON VIOLENZA E LA SOLIDARIETA’
Il 17 gennaio scorso nella sala conferenze della Biblioteca comunale, su iniziativa dell’Associazione “CRISTIANI IN DIALOGO – Forum per il cambiamento solidale”, rappresentata dai proff. Vito De Leo, Luisa Varesano e Vito Di Chio, ha avuto luogo un convegno finalizzato a costruire un Movimento per la Pace, la Non violenza e la Solidarietà; ad invitare le Istituzioni e, in particolare, il Consiglio comunale di Corato ad assumere una posizione chiara di condanna della guerra, in favore della pace e ad aderire alla campagna di solidarietà in favore delle popolazioni della Striscia di Gaza promossa da Caritas Italiana e da Pax Christi; a creare le condizioni affinché le nuove generazioni siano coinvolte nella costruzione di una pedagogia della pace; e a sottoscrivere la campagna di aiuti promossa da Caritas Italiana e Pax Christi.
“Se c’è ancora qualcuno che pensa che la guerra è un crimine contro l’umanità; se c’e ancora qualcuno che pensa che la violenza è sempre un fallimento dell’uomo; se c’è ancora qualcuno che pensa che lòa Pace e la non violenza sono un binomio indissolubile; se c’è ancora qualcuno che pensa che il Mahatma Gandhi è stato il testimone della non violenza come ideale possibile per cui impegnarsi; se c’è ancora qualcuno che pensa che la questione israelo-palestinese si può risolvere solo col dialogo, con la formula due Popoli, due Stati, in Pace; se c’è ancora qualcuno che si commuove per le vittime di Gaza e di tutte le guerre del mondo; se ci sono ancora studenti che pensano che studiare significhi, in primo luogo, impegnarsi in un mondo diverso, senza ingiustizie, oppressioni e violenze; se c’è ancora qualcuno che pensa che gli immigrati e le immigrate che arrivano nel nostro Paese, siano la più grande ricchezza sociale, umana ed economica che ci sia mai capitata ; se c’è ancora qu8alcuno che crede negli sguardi, nei volti e negli altri; se c’è ancora qualcuno che non sopporta più questo clima provinciale, chiuso, alienante ed arrogante che gira in questo nostro Paese; se ci sono ancora cristiani, musulmani ed ebrei che sanno guardarsi negli occhi amando gli uni il Dio degli altri; se c’è ancora qualcuno, in questa nostra città di Corato, che spera e che sogna e che vuole cambiare questo stato di cose esistente” – è stato detto in vario modo dai devesi intervenuti (Luisa Varesano, Vito Di Chio, Vito De Leo, Corrado De Benedittis, Antonietta D’Ambrosio, Gaetano Bucci, Francesco Mazzilli e Aldo Scarpa) – è urgente che i responsabili della nostra comunità civile diano, con una loro presa di posizione, un impulso efficace perché si mobilitino le forze positive per la soluzione pacifica della crisi medio-orientale, perché si trovi una via d’uscita da questo tunnel di violenze e ci si avvii sulla strada della pace, che porterà i Palestinesi a vivere con dignità in uno Stato senza più occupazione militare, libero e sovrano e Israele a viver in pace e sicurezza”.
Dopo l’invito al Consiglio comunale a discutere un ordine del giorno sui temi della pace e ad aderire alla costituenda rete di organismi istituzionali, politici, sociali, culturali per dare vita, poi, ad una Consulta permanente, decisa a lavorare per la pace ad ogni livello, con iniziative concrete di solidarietà e cooperazione e, contemporaneamente, saldare questo impegno con quello delle istituzioni locali impegnati sugli stessi obiettivi, la seduta è stata aggiornata per continuare il lavoro di organizzazione di una cooperazione di qualità, creando un luogo di confronto, di riflessione, di condivisione di esperienze e di dibattito, di sensibilizzazione e mobilitazione dell’opinione pubblica attorno ad un impegno, un conflitto e una realtà estremamente complicate.
Lì, 19/01/2009

Spett.li,
premesso che soltanto uno stolto potrebbe non condividere la vostra iniziativa, vi appoggio totalmente e auspico che le parole diventino fatti, ed al più presto. Che le guerre cessino.
Tuttavia non posso che ricordare quanto spesso siamo ipocriti, cinici, indifferenti avanti alle brutture di tutti i giorni, quelle che accadono qui dove siamo noi. Non guerra con armi in pugno, forse non a quei livelli, ma comunque guerre. Guerre tra uomini che non hanno altro in mente che la più pura speculazione. Gli uni contro gli altri, senza esclusione di colpi, quasi fosse una gara per la vita. Il cessate il fuoco nei luoghi di guerra armata è un piccolo passo su di una strada lunga, impervia e piena di insidie. La pace e l’armonia tra gli uomini forse è utopia. Spesso penso che il desiderio di distruzione e autodistruzione, l’uomo lo abbia scritto nel DNA e tutto quel che succede è il risultato di azioni inconsce, dettate dalla stessa natura umana.
Ha nominato Gandhi. Ma come lui ce ne potrebbero essere tanti, tantissimi. Persone virtuose ma poco ascoltate, poco seguite. Queste persone andrebbero cercate ed aiutate ad aiutarci a comprendere cosa vuol dire PACE ed ARMONIA TRA GLI UOMINI.
Ci sarebbero così tante cose da dire, ma c’è sempre così poco tempo ancora a nostra disposizione.
Con rispettoso riguardo.
Danilo Macina
Caro Danilo, non so quanti anni tu abbia, suppongo una trentina, come me….mi viene di dirti che dalle tue parole trasuda una ingenuità dolce e un po’ utopistica…
nel dna come dici tu l’uomo ha inscritto che è un animale come gli altri; dagli altri lo differenzia l’autoriflessione, con ciò che ne deriva, il Pensiero innanzitutto, o chiamala coscienza, se vuoi.
Come gli altri animali ha innato l’impulso alla sopravvivenza, con la lotta che è indissolubile da essa. Le guerre, come i piccoli o grandi soprusi quotidiani, nascono dalla stessa radice. E nè le une nè gli altri possono cessare, tantomeno è utile lamentarsene. Solo denunciare, forse. O meglio, operare secondo la propria coscienza. Tutto qua. Ma senza tristezza o disillusione, perché la vita è questa.
Poi ognuno, anche quello che ti sembra più irreprensibile, è capace di commettere un abominio, se è in ballo se stesso, la propria sopravvivenza.
Con stima sincera
Cara Alessia, sono d’accordo con te, l’uomo è un animale e
ciò che lo distingue dagli altri esseri animali è il pensiero e la coscienza, il libero arbitrio. In buona sostanza una “gran culo” il poter decidere in parte del proprio destino, quella parte che non appartiene alla natura e al fato, quella parte che giorno per giorno non ci limita all’esclusivo pensiero/istinto di mangiare, dormire, accoppiarci, combattere. Tutto sta nella scelta di fare o no determinate cose. Ecco il dono, la facoltà di scegliere. Questa differenza tuttavia è il nostro bene e il nostro male. Immagina un giorno di alzarti dal tuo letto, poggiare i piedi per terra, stropicciarti gli occhi e scegliere di sterminare la razza umana, tutta, indiscriminatamente. Puoi essere biasimata per questo. No. Hai usato il dono, hai scelto. Fine della storia.
Danilo Macina
no, non sono d’accordo. anche ciò che si definisce semplicisticamente “libero arbitrio” è parte della natura.
se ti comporti in un certo modo, e fai certe scelte, è perché la “natura” del tuo cervello, del tuo patrimonio genetico è quello.
Per andare ai drammi della storia, Hitler e personaggi simili hanno fatto quello che sappiamo a causa di una personalità criminale dovuta a fattori genetici (patologie schizoidi etc.) ed ambientali (i milioni di tedeschi che lo hanno acclamato, isteria collettiva etc.).
Rispetto a “hai usato il dono, fine della storia…”, non condivido perché solitamente non mi piacciono i ragionamenti “aut aut”. Nessuno è depositario della verità assoluta. Appunto.
A presto e buon lavoro.
Certo, questa è una natura particolarmente clemente con il genere umano, tanto da offrirgli una “mutazione” che gli consente di “scegliere” e che, forse, nessun altro essere vivente possiede. Ed appunto usando questa capacità, scegliendo bene o male, determiniamo la nostra storia, in positivo ed in negativo. Ma quale è il vero male e quale il vero bene? Esiste differenza universalmente riconosciuta? O anche in questo caso tutti gli eventi li decide la natura. E se fosse così allora non avremmo MAI alcun potere di scelta per cambiare il nostro destino. Sarebbe tutto scritto. Sarebbe inutile chiedersi il perché delle azioni dinanzi all’ineluttabilità della natura. Mi dispiace, non ci crederò mai. Forse non esiste il depositario della verità universale, ma esiste ed esisterà sempre la capacità di scegliere. E non c’è follia o isteria di massa che tengano. Siamo noi gli unici responsabili del nostro destino.
Buon lavoro a te.
Danilo Macina
sì…un bambino che nasce idrocefalo, una persona che si ammala di depressione, un’altra che ha un incidente d’auto…sono artefici del proprio destino?
perdonami, ma il superomismo, l’homo faber fortunae suae etc. sono miti, come tanti altri.
o anche difese. ed è legittimo che ciascuno abbia le sue.
io credo che la comprensione sia l’unica via per l’uomo, non le dichiarazioni di principio.
ti saluto.
Forse ti sarà sfuggito. Ho già escluso quella parte che appartiene alla natura o al fato. Ho già escluso ciò che non può essere oggetto di nostra libera decisione. Certo è più comodo pensare che la natura decida il corso degli eventi in tutto e per tutto. Senza responsabilità, senza dubbi, sicuri che così debba andare e che tutto funzioni secondo natura.
Sulla comprensione sono d’accordo con te. Non serve proclamare principi.
Danilo Macina
Alessia se non è come scrive Danilo, allora non esiste verità, nè giustizia, nè l’uomo stesso che è misura di tutte le cose terrene che lo riguardano (solo quelle che lo riguardano).
Ti consiglio di non indagare sulla natura perchè non riguarda l’uomo ma Dio. La natura è cosa di Dio, questo lo sapeva già Ovidio che trasformava gli esseri umani in alberi e pietre e acque… solo con l’intervento divino, altrimenti rimanevano uomini e basta senza alcuna identificazione con la “natura”.
Che significa: la natura dell’uomo?
Forse per qualcuno è piu facile decidere ora questo, e domani risulta difficile decidere altro, e dopodomani difficilissimo quello. In questo credo. Ma non nell’incapacità di farlo.
Gli uomini sono diversi: io, tu, Danilo, il depresso, l’incidentato… ma tutti prima o poi scelgono e devono farlo perchè sono uomini.
La scienza medica definisce, in alcuni casi, quegli uomini che non sono in grado di decidere in “stato vegetativo”, se le parole significano, allora deduco che sono piu simili ai vegetali e meno agli uomini, perchè evidentemente non hanno la facoltà che ci è stata donata: la scelta.
Il libero arbitrio è un dono che ci appartiene e ci salva.
E’ strano internet da una notizia ben diversa si è giunti sin qui. Forse è l’esempio che tutti e tre abbiamo scelto questo in libertà e in coscienza.
E’ proprio così l’uomo al di là del suo dna.
Certo lo abbiamo fatto differentemente per il nostro dna.
Maestro Francesco
grazie delle risposte, non volevo creare un caso…sono lucidamente agnostica per tanto non vedo, almeno per ora, essun dio nella natura. la bellezza in generale mi mozza il fiato ma non ringrazio nessuna divinità per questo. contemplo e basta.
per la mia formazione, scientifica e medica, sono abituata a misurare la realtà e i comportamenti delle persone secondo i dettami del destino psico-biologico che è nei nostri geni prima, nell’ambiente subito dopo.
che sopra tutto questo ci sia un dio con la barba o un budda dormiente o chissà che altro, non è un mio pensiero, perché non riguarda le cose umane da vicino.
è sempre un piacere confrontarsi, grazie dell’opportunità.