Giovedì sera non perdetevi lo spettacolo “Assurdo a Sud, puzzle di teatro dell’assurdo”, con brani scelti di Eugène Ionesco e Alfred Jarry. La regia è di Alessandra Sciancalepore, allieva della Scuola delle Arti della Comunicazione del Teatro delle Molliche. Tra gli interpreti anche Carlo Del Vescovo della Scuola delle Arti della Comunicazione. Lo spettacolo è in collaborazione con “il Teatro dei Cipis”.
Con: Pantaleo Annese, Carlo Del Vescovo, Corrado La Grasta, Giulia Petruzzella, Alessandra Sciancalepore
Regia: Alessandra Sciancalepore
25 Settembre 2008 ore 20,45 – Fabbrica San Domenico, Molfetta. Ingresso libero.
Danilo Macina


vai carlo!!!!!!!!!!!!!! t.v.t.t.b. si può dire????
la “curiosità” ti rende bravissimo.
la tua ammiratrice “segretissima”.
originale questa locandina, tutti quei volti “picassiani” fanno riflettere sui…TIPI DA TEATRO
C’è differenza tra teatro-terapia e teatro-teatro?
Chi fa teatro incanala una energia sotterranea, anche subdola, pertanto potenzialmente pericolosa.
Il teatro ti permettere di mettere fuori quello che (forse) sei in realtà; in realtà non sai bene neanche tu cosa accade, sai solo che “dopo” stai bene.
C’è poi chi lo fa perché è un istrione, un esibizionista, un estroverso.
Oppure chi, invece, perché un giorno vi ha scoperto il canale più appropriato per esprimere, intellettualisticamente, la propria visione del mondo. E quindi sceglie di fare regia e la recitazione è solo un training doveroso e necessario.
Non credo vi siano altri tipi da teatro.
Tutto nasce da una esigenza interiore che molti hanno e ben pochi riescono a soddisfare.
Chi fa teatro senza non può starci. E’ come togliergli l’acqua, o impedirgli di respirare, o di espletare un qualsiasi, vitale, bisogno fisiologico….
Chi fa teatro inevitabilmente si sente migliore degli altri, non di chi non lo fa, anzi, verso questi ultimi, cioè il pubblico, c’è una sorta di sincera, rispettosa e interessata attenzione: ovvio, senza “chi guarda”, il teatro non esiste. L’attore dice al pubblico “guardami, vedi come sono bravo” o chiede “…sono bravo?, mi vuoi bene spettatore?….ti sono piaciuto…mamma?”. In fondo è solo la solita, vecchia, primigenia, ricerca d’amore.
Chi fa teatro si sente inevitabilmente migliore degli altri che lo fanno, anche se il tutto è velato da una patinata e democraticissima correttezza.
Chi fa teatro si sente un privilegiato, e lo è davvero. Ma come privilegiato vuole essere trattato.
Perché ora finalmente ci sono io, io sul palcoscenico vivo, non recito come là fuori…..e chi può impedirmi, finalmente, di vivere?
Chi fa teatro, in fondo, lotta per sopravvivere. Il mondo là fuori sarà pure una gabbia, ma ognuno ha la sua e ti danno pure da mangiare se fai il bravo.
Fuori dal mondo là fuori, il teatro è il mondo primigenio, si può rinascere, uscire dalle gabbie, ritornare ed essere leone o serpe o…rinoceronte, ma proprio per questo devi ricominciare a lottare. Ma è così bello potere essere leone, o serpe, o rinoceronte fuori dalle gabbie….
Grazie, Grazia. La locandina è una mia reinterpretazione personale del teatro dell’assurdo tratta da un disegno di S. Wild, un giovane illustratore inglese. Per la tua domanda “C’è differenza tra teatro-terapia e teatro-teatro?”, non ho una risposta vera. Le risposte potrebbero essere tante, tantissime. Ma per darne almeno una, si dovrebbe provare ad “essere teatro”. Fare teatro, come dici tu, è un mestiere, una scelta, un privilegio, una necessità, un bisogno d’amore, una lotta. Ma “essere teatro” forse è altra cosa. Danilo Macina
ok danilo, grazie della dritta….ho cercato notizie su questo simon wild, ricorda molto haring….ti allego questo link….notte
http://www.simonwild.com
in particolare “catch”…ma forse lo conosci già…
Un GRAZIE enorme alla Compagnia dei Cipis. Con infinita passione e tanto impegno, ancora una volta, hanno fatto ai molfettesi – e non solo- uno splendido regalo.
Complimentiiiiiii
Mi ci ha portato un’amica i e con gran piacere Vi ho visti!
Sono rimasta sorpresa. Bell’incastro della sceneggiatura. Ottima l’interpretazione di tutti.
Un abbraccio in particolare alle due “donne” Alessandra e Giulia.
E un bacio grandissimo a Carlo che non rivedevo dal liceo.
Alla prossima, Alex
Per chi volesse leggere un articolo – recensione dello spettacolo Assurdo a Sud, ecco un articolo estratto dal giornale on line http://www.quindici-molfetta.it datato 30.09.2008, a firma di Marilena Farinola.
Il link è:
http://www.quindici-molfetta.it/default.aspx?action=frmnews&main=zoomnews&tipo=news&id=9441
Annalisa
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A Molfetta l’incomunicabilità dei nostri tempi, con il Teatro dell’Assurdo «
Messi in scena nell’auditorium San Domenico “Ubu, Padre Re” e “La lezione” dal gruppo della regista Alessandra Sciancalepore
30/09/2008
MOLFETTA – Malgrado la pioggia abbia remato contro, Pantaleo Annese, Carlo del Vescovo, Corrado La Grasta, Giulia Petruzzella, con la regista e interprete Alessandra Sciancalepore (nella foto, il gruppo al completo), nell’Auditorium di San Domenico di Molfetta sono riusciti a dischiudere il baule del surreale conivolgendo i presenti.
Musiche, luci e lustrini hanno dato vita al teatro dell’assurdo, genere nato nel primo cinquantennio del ‘900 da Martin Esslin. “Il Teatro dell’Assurdo, ci spiega la regista Alessandra Sciancalepore, si caratterizza per dialoghi senza senso, ripetitivi e serrati, per un linguaggio ricco di neologismi, onomatopee, capaci di suscitare a volte il sorriso e rivelare al contempo il senso tragico del dramma che stanno vivendo i personaggi come l’incomunicabilità, la borghesia o la guerra”.
Gli interpreti hanno concatenato i drammi dell’umanità in due testi preparati “Ubu, padre Re” assetato di potere e “ La lezione” in cui un maestro austero raggiunge il suo unico obbiettivo: uccidere ciclicamente le sue allieve senza alcun ritegno .
“Questo genere di teatro – aggiunge la regista – ci spiega, mi permette di spaziare, di far conoscere al pubblico il concetto filosofico di assurdità dell’esistenza, attraverso la simbologia”.
A conclusione dei testi preparati, gli attori hanno esibito ulteriormente la loro bravura attraverso un working progress, un frammento dello studio dei personaggi durante le prove e quindi come nasce il montaggio delle singole scene. Alessandra Sciancalepore, responsabile dello spettacolo, ha annunciato sottobanco i suoi prossimi progetti di studio come attrice, regista e produttrice di “ Teatro ragazzi”.
Marilena Farinola