Un surreale ritratto di una delle nostre più umane follie. La gelosia. Portata in scena con raffinata cura dal Maestro Francesco Martinelli e dagli allievi del secondo anno della Scuola delle Arti della Comunicazione di Corato. Da un “falso Pirandello”, gli spettatori hanno goduto di una reinterpretazione intelligente, coinvolgente e allucinata, magistralmente eseguita dagli attori. Personaggi reali, vite reali, ma con la lucida follia, quasi diabolica, che ne muoveva le azioni, i sentimenti, le passioni e le “soluzioni”.
Sabato 7 giugno 2008.
Danilo Macina


in che senso un “falso pirandello”???
ma “Il berretto a sonagli” verrà replicato? lo chiedo alla redazione di Pierròt…grazie
pensiamo di riproporlo.
Ma non c’è ancora una data.
Vi terremo aggiornati!
salve amici che fate teatro, ho saputo del sito da un amico che da anni ne è appassionato. sono un medico e nella mia tesi di laurea, anni fa, analizzai proprio la correlazione tra pratiche teatrali e terapie psicologiche non farmacologiche. ora, leggendo la recensione del “berretto a sonagli” mi ha colpito il taglio che il regista vi ha dato, quello della follia “estesa” a tutti i personaggi, non solo espediente astuto e teoria esistenziale di uno solo di essi, Ciampa. ognuno di voi nel fare teatro è spinto da ragioni diverse, ma sono certo che non ne disconosciate il valore catarchico rispetto alle piccole o grandi nevrosi quotidiane. tante volte penso che esperienze del genere dovrebbero essere obbligatorie, come la matematica e la lettura; risolverebbero a monte molte problematiche adolescenziali e non, con cui mi imbatto ogni giorno nel mio lavoro. questo è il mio contributo. saluti a tutti.
Rispondo a Gianni.
L’esperienza teatrale ha un potere immenso sulle persone. Un ‘potere’ tearapeutico, direi.
Penso sia proprio così.
Per “essere teatro” bisogna toccare l’umanità con gli occhi prima di poterla portare in scena.
Allora si guarda con attenzione tutto ciò che quotidianamente fugge. Succede che aumentano le domande, i quesiti universali sull’esistenza. Il teatrante/attore si mette dall’altra parte, all’esterno, dove non c’è uomo a fargli compagnia, e guarda quello che avviene sulla terra dei viventi, prende coscienza dell’incoscienza.
Forse “risolve” qualcosa di se, forse cade nel fosso per le brutture di cui si accorge, rispetto alle quali sa di essere impotente.
Ciao Gianni e grazie per il contributo.
non ho ricevuto risposta per cui ripeto la domanda: in che senso “falso pirandello”?
.. se ci fosse risposta a tutto.. dove sarebbe l’arte?
.. nella conoscenza?????
l’arte è arte…non ha bisogno di spiegazioni né tanto meno di essere capita…ma la mia domanda non era relativa a questo…ho 14 anni, sono sveglia ma non un genio!!! sinceramente non ho capito cosa intendete con falso pirandello e volevo saperlo…cosa c’è di sbagliato????? è sbagliato voler sapere qualcosa????
Bhè.. l’arte è arte.. non so.. chi lo decide?
mi farebbe piacere trovarti su pierròt..
Falso Pirandello:
Falso come un quadro falso.
Il berretto a sonagli nella rappresentazione del 7 giugno aveva un taglio diverso da quello che l’auttore ha voluto comunicare con l’opera.
Quando hai un copione in mano la creazione, l’inventiva, la fantasia ti permette di stravolgere le carte in tavola: così il cattivo diventa buono, il giusto diventa il reo. Basta avere una regia ‘lunare’ a far da guida! E il messaggio dell’opera muta rispetto all’originale.
grazie elisa per la spiegazione :) e leonardo in che senso trovarmi su pierròt??? sempre se è a me XD