Pierròt è nato. Il periodico della Scuola delle Arti della Comunicazione, fresco di stampa, è pronto a raggiungervi ovunque voi siate. Anche sul web. Da oggi infatti potrete leggere e commentare gli articoli e i post sul nostro Blog. Potrete proporci anche il vostro materiale che la redazione valuterà e potrà pubblicare sulla nostra rivista. Insomma Pierròt vuole crescere. Vuole farlo con voi.
Danilo Macina

Benvenuti!
…buon lavoro e in bocca al lupo…
forza, ragazzi, con tutta l’energia profusa per creare Pierròt, ancora solo due commenti…., nessuna impressione, sensazione, emozione? e dài…..il fuoco va alimentato….vai!!!! auguri a tutti per questa nascita!!!
che bella cosa! questa sì che è un’idea! comincio subito ad alimentare il fuoco, raccogliendo con piacere l’invito di unpuntofermo… auguro a questo neonato giornale speciale tanta bellezza grafica, tanta arguzia di pensiero, bontà d’intenti, generosità d’energie, ecc… ecc… e a noi il piacere di leggerlo e di contribuire!
Ieri ero al chiostro del palazzo di città per le “metamorfosi” di Ovidio.
Lo scenario era incantevole, pulito e leggero.
I ragazzi sono stati concentrati, impegnati, e piacevolmente soddisfatti di se stessi.
Ma come si fa a mettere insieme dieci, venti adolescenti, e costruire uno spettacolo teatrale?
Quanto tempo si impiega nella ccostruzione?
Ragazzi giovani, chiedo a voi:
Perchè vi avvicinate a quella cosa che chiamano “TEATRO”?
Perchè non avete voglia di avvicinarvi a quella cosa che chiamano “TEATRO”?
A cosa pensate che serva l’arte del TEATRO?
Aspetto ansiosa le vostre personali risposte!
..che bella cosa questo pierròt!
“una persona che non respira a fondo riduce la vita del corpo; se non si muove liberamente, limita la vita del corpo; se non sente pienamente, restringe la vita del corpo; lo stesso accade se reprime la propria autoespressione”: su questo si basa Alexander Lowen, fondatore della bioenergetica, per spiegare come agisce la sua disciplina terapeutica che mira a sbloccare, appunto, i blocchi psico-fisici di un individuo. Ecco, il teatro, soprattutto da quando è diventato “povero”, fa proprio questo…anche se certe corazze sono difficilissime da scalfire….
Risposta a bianconero. Vedo che Pierrot comincia a funzionare. Da allievo non sono nella posizione per dirti perchè si è attirati dal teatro. Conosco solo la mia curiosità e il teatro ha interessanti risposte a riguardo. L’ignoranza se è intrisa di curiosità può diventare creativa e fertile mentre se si insabbia nella presunzione e nella noia diventa un pericolo.
da allieva, e soprattutto da allieva del propedeutico, non so dire a bianconero,come carlo, perchè noi giovani ci sentiamo attratti da quella “cosa” che chiamano TEATRO…io lo chiamo semplicemente MAGIA, per me teatro è una parola gergale…niente di più, sono tante emozioni confuse che è difficile descrivere perchè intime…posso solo dire che è come ricevere uno schiaffo, sì uno schiaffo bello forte che ti fa vedere le stelle…perchè lo schiaffo fa male, come il teatro perchè per esso, come per qualunque altra cosa alla quale si tiene molto, ci si sacrifica e lo schiaffo dopo che lo si riceve la maggior parte delle volte fa capire perchè lo si ha ricevuto…ecco perchè ho scelto il teatro credo, ecco perchè mi ci sono avvicinata, PER RICEVERE CONTINUI SCHIAFFI…
io rispondo a carlo,bianconero e ad alice:IL TEATRO è MAGICO E PIù GLI SCHIAFFI FANNO MALE MEGLIO è!!!MUAHAHAHAHAHAH!!! …buon lavoro pierròt…!!!
Grazie Carlo e grazie Azzurra per aver dato le vostre risposte.
Anch’io credo che gli ostacoli più grandi da superare per fare teatro siano ‘certe corazze’.
Per comunicare col mondo bisogna essere liberi da costrizioni, liberi da barriere, pieni di coraggio e senza corazze.
Gli esseri umani sono in relazione col mondo quotidianamente, ma non altrettanto frequentemente riescono a comunicare con esso. Sono tutti castigati dalla paura del giudizio che li rende ciechi e sordi.
Il teatro insegna a respirare a fondo, a muoversi liberamente, a sentire. A vivere.
Il confine tra teatro e vita si riconferma molto labile.
Penso che il teatro serva a sognare e a ricordare come sono fatti gli uomini.
Alice, caMOLLA, vi auguro di vedere quante più stelle possibili, senza sentire alcun male!
brava alice, bella la metafora degli schiaffi…io parlo invece da fruitrice: si va a teatro perché è qualcosa che nasce dalle mani (e dalla testa) di qualcuno…no, non basta….si va a teatro perché è cosa viva…si vede il sudore, si sente l’odore dell’attore (se sei in prima fila)…si vede la realtà ma è priva di sbavature…ecco, è come poter osservare da uno spioncino la vita: tutto è a fuoco, la luce è giusta, le intenzioni di chi agisce si capiscono e, chissà perché, quando la osservi così, la vita sembra avere un significato….
grazie azzurra :) il teatro è cosa viva pura limpida…”le stelle sono tante,milioni di milioni…XD” ma le stelle più belle sono quelle che ci rapressentano perchè siamo che viviamo e respiriamo (e sudiamo talvolta) il teatro che è come il multicetrum eheh un integratore di vitamine…a me poi, che ne ho poche, fa molto bene…;) sono in vena di metafore oggi wow non succedeva da moltissimo tempo…:)
..ma sapete che ’sto spazio mi piace proprio?
è bello poter scrivere e..
diffondere liberamente le idiozie concepite da queste nostre menti..
grazie Pierròt!
sono d’accordo con leonardo…
ora stiamo comunicando nello spazio interdimensionale
delle nostre menti e…CE LA STIAMO SPASSANDO BUAHAHAHAHAH!!!
Grazie Pierròt!!